Un incontro speciale

La casa di Evelyn mi accoglie con una terrazza luminosa davanti al bosco, lei non c'è ma mi ha lasciato le chiavi per entrare e un piccolo biglietto di welcome.

Ci sono luoghi sconosciuti dove non ti senti estraneo, trovi anzi un'energia che riconosci e prima di incontrare la persona che vi abita, sai già che è una persona speciale.


I giorni a Feldkirch passano veloci, oggi è il momento di salire all’imponente castello di Schattenburg, che dal Medioevo è stato abitazione, armeria e prigione.

Il museo è aperto e non si sente, come vuole la leggenda, la voce della contessa di Montfort risuonare nelle ali del palazzo.

Tutti gli ambienti del castello coinvolgono nella visione di una vita lontana e diversa. Immagino chi vi abitava, muoversi nei grandi spazi, aprire le porte decorate per accedere alle camere da letto che dovevano essere gelide, scaldarsi con gli scaldaletto riempiti di brace. In questo rifugio di pietra e legno, il tempo, le paure e le emozioni scorrevano come ora ma le notizie del mondo arrivavano con messaggeri a cavallo.



Mi perdo in questi pensieri, annuso il legno antico, giro le sale e scatto delle foto, Feldkirch, dalle finestre, appare ancora più bella ed antica.



Salgo delle scale anguste che portano ai piani alti. Nella sala delle armi trovo un gruppo di bambini con delle insegne da cavalieri sui vestiti, seguono molto attenti la maestra vestita da damigella, che parla davanti alle armature medioevali.


Mi spiegano che è il compleanno di uno di loro e invece di organizzare la festa al solito Mc Donald, hanno avuto l'idea fantastica di farla nel Museo del Castello, facendoli sedere su cuscini rossi nella sala gotica, raccontando storie di draghi e giocando a damigelle e cavalieri nella sala delle armature.

Mi allontano in punta di piedi per non disturbare e rifletto che questo è un modo intelligente di coinvolgere i bambini alla storia e alla cultura del luogo in cui abitano.




Continuo a incrociare un uomo anziano, cammina a fatica e sembra attratto soprattutto dalla notevole collezione di orologi a pendola. Quando esco lo ritrovo nel bar del castello, ha un’aria stanca e infelice. Poi, all’uscita, è seduto su una panca, intorno a lui corrono dei bambini piccoli, urlando, ma lui ha lo sguardo fisso sulle sue scarpe e un enorme punto interrogativo sulla testa > Sono solo, ora cosa faccio? <

Ci sono pochi anziani che viaggiano, soprattutto da soli. Alcuni provano ad uscire di casa, qualcosa li spinge a provare quello non hanno mai vissuto prima, fare le cose da soli. Poi vedi con rammarico che non ce la fanno a scrollarsi di dosso la gabbia della solitudine e ad aprirsi agli eventi. Li scorgi con il capo chino guardare dove camminano, la schiena curva sotto il peso del > Non è più come prima <

Vorrei dire a tutti loro > Siete vivi, ancora tanto può accadere, Non morite prima di morire < Penso che si diventi vecchi quando ci si sente vecchi e si rimanga soli quando invece di guardarsi attorno, si fissano i propri piedi.

Ridiscendo le scale del castello e trovo degli artisti di strada che monopolizzano l'attenzione dei passanti. Feldkirch è famosa anche perché ogni anno organizza nella cornice antica del suo centro storico, un festival dedicato ai saltimbanchi.



Con Evelyn ci troviamo per la prima volta sedute una davanti all’altra, in una mattina di sole, il soggiorno trabocca di libri, alcuni sono tra i miei preferiti, sul muro accanto al tavolo campeggia una scritta che definisce, se mai ce ne fosse bisogno, la libertà che aleggia nella casa.


E’ appena tornata dal bosco dove ha raccolto dei rami d’abete per costruire i centrotavola di Natale. La luce inonda la stanza e lei, fragile, commovente creatura, appare ancora più delicata con la luce che dalla vetrata alle sue spalle, disegna un contorno luminoso intorno alla sua figura.

Da quando sono arrivata, ci siamo solo incrociate, ma ora forse parleremo. Sono momenti come questi che danno un senso al viaggio, due persone si guardano, non si conoscono, ma hanno la mente e il cuore così liberi da raccontarsi con fiducia e sincerità.

Dalle nostre confidenze emergono vite diverse, ma la stessa ingenua bontà che il destino ci ha rivoltato contro perché dovevamo imparare a difenderci. La delicata sensibilità di Evelyn mi appare come uno specchio in cui ritrovare tanto di me, la sua intelligenza vivace, la sua capacità di introspezione, la lucidità verso gli avvenimenti e i meccanismi relazionali mi apre la porta a riflessioni e scoperte. Non è il caso che mi ha portata in questa casa, era qui che dovevo ricevere un messaggio importante.

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