Greece CRETE >Canyon Sarakina

Naiadi e Doreiadi mi accolgono nel canyon Sarakina. Le ninfe, figlie di Zeus, fanno vibrare le foglie degli alberi quando vi passano accanto. Si dice che quando una ninfa nasce, un albero spunta nello stesso momento e appassisce nell’ora della sua morte. Si dice anche che Driade e Amadriade erano mezze donne e mezzi alberi. Tutte insieme sorridono al mio passaggio. Se chiudo gli occhi e mi giro di scatto, percepisco un fruscio di vesti e risate leggere. Mi sfilo i sandali inadeguati all’arrampicata e cammino a piedi nudi nel ruscello, il naso all’insù verso le pareti vertiginose del canyon. Sola, sotto i miei piedi l’acqua fresca della sorgente, sopra di me, molto in alto, un enorme uccello vola in cerchio: sembra un aquila dorata e sta puntando una preda, In questo momento sono solo una donna primitiva che milioni di anni fa attraversava lo stesso canyon. Sento l’energia densa del luogo: sono i momenti che danno senso alla vita. Più nessuna separazione mi impedisce di essere roccia, acqua o cielo. Intanto, Eolo lassù, ha dato a una nuvola la forma di freccia e mi indica una direzione.

Non voglio tornare tra gli umani, lasciatemi quì. Mi nutrirò di lamponi e bacche, mi vestirò con le foglie di quella piccola palma che cresce accanto all’acqua, aggrappata alla roccia.

All Images and Original Text © Solo Moles - all rights reserved

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Brividi arancio

Nel canyon Karaskina

Corpi contro corpi

Nel cammino d’acqua

I combattenti rotolano

Sulle pietre

Spruzzi di sangue

Su vesti leggere

Gli dei affacciati

Incombono dai pinnacoli 

​Aggrappata al cielo

Risalgo sassi e rocce 

​Sotto i miei piedi nudi

Corpi di eroi lontani

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