Non ci sono più parole

Ritorno allo stagno di Tortolì alla fine di questo gennaio martoriato dalla pandemia. Cammino pensosa lungo il canale che porta al Consorzio dei pescatori, la testa ribolle di pensieri, ma il sole dietro agli alberi pennella di sfumature calde il paesaggio.



Mi piace venire qui perchè la vista del canale da una parte e del mare dall'altra, libera la mente imprigionata da paure e ansie per il futuro.

E' un'immensa libertà quella che respiro a pieni polmoni. Ed è commovente la poesia della natura che lo sguardo cattura nell'inchino di un piccolo albero ad una nuvola di passaggio. I messaggi segreti della Natura sono nascosti in bella vista.



A un certo punto il canale si allarga, attraverso i filari mossi dal vento come delicati ventagli, spio gli uccelli acquatici che spesso si assiepano sull'acqua, questo è uno dei luoghi di sosta dei migratori.



Costeggio lo stagno, i cormorani sono di vedetta sui galleggianti dei pescatori, amano volare in gruppo, quando uno si leva in volo gli altri lo seguono, .










Una barcaccia lasciata lì chissà da quanto tempo, mostra una comunità di denti di cane, come vengono chiamati questi crostacei che trovano casa sulle carene delle barche, visti così da vicino sembrano dei piccoli vulcani.



Ovunque sentori di primavera, mentre giungono notizie della neve che attanaglia il resto dell'Italia, qui l'aria è tiepida e i grandi cuscini di euphorbia illuminano il canale.



Ogni filo d'erba, ogni spiga, ogni particella di natura brilla di nuova vita.

Chi non ha nel cuore un'eterna voglia di primavera?

Davanti a me l'immensa fioritura di tre alberi di mimosa, che si direbbe si siano alleati per formare una capanna.



Sotto gli alberi c'è un piccolo passaggio, decido di avventurarmi nell'antro profumatissimo per scoprire dove conduce.



Non ho idea di quanto tempo sia restata lì a farmi stordire dal profumo delle mimose, ma all'uscita la luce sullo stagno è cambiata, il lilla del crepuscolo ora accompagna la fioritura di ginestre che riflesse nell'acqua trionfano sul paesaggio.

Il mondo è doppio e sospeso, come la vita in questo momento, i pensieri non trovano più spazio nella mente stracolma di stupore.



La luna è già alta e man mano che il sole scende, il tramonto incalza.

Il colore del cielo rende irreale il paesaggio, mi sento dentro un dipinto dove l'atmosfera diventa sempre più ovattata.



Sullo stagno è in atto un incantesimo che rende la realtà rarefatta, gli attrezzi da pesca appaiono come sculture minimaliste sospese sull'acqua o installazioni di Land Art.



Il sole si abbassa all'orizzonte, i pescatori rientrano dalla pesca, in piedi nella barca si guardano attorno, credo che non si abituino mai a questi tramonti dorati verso casa.



Ritorno sul canale, non ci sono più parole, la realtà ha lasciato il posto al sogno.



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" E questa nostra vita, via dalla folla, trova lingue negli alberi, libri nei ruscelli, prediche nelle pietre, e ovunque il bene."

(William Shakespeare)


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Per saperne di più

https://www.travelone.online/post/lo-stagno-delle-meraviglie



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