Lo stagno delle meraviglie

Novembre è ancora caldo in questa Ogliastra generosa. Il chiosco dei pescatori è vuoto, ma il profumo di pesce arrosto e fritto di paranza aleggia ancora nell'aria.



Alla dighetta ritrovo il cormorano che di solito staziona qui immobile e ieratico; oggi sta pescando, nuota veloce con la testina sott'acqua e poi si tuffa all'attacco della preda.



La peschiera Santa Maria appare deserta ma vivida dei galleggianti di allevamenti di spigole e orate, le cozze invece crescono su stazioni di legno flottanti, infine le ostriche, allevate all'interno di cassette o con un nuovo sistema a lanterne.




I pescatori di Tortolì non hanno mai pescato in mare aperto, ma sempre nelle acque interne, la cosa non stupisce poichè questo stagno è uno dei bacini più pescosi della Sardegna.



Mi ha spiegato tutto questo e molto di più, un pescatore che ho incontrato qui tempo fa, gli sono davvero grata di avermi aperto la porta di un mondo così affascinante.



Il sentiero che costeggia lo stagno risuona di voli e canti; poco fa un martin pescatore mi è sfrecciato davanti, lasciandomi negli occhi una scia multicolore.



Cammino fino al grande albero dalla corteccia antica che è cresciuto sul bordo dell'acqua, la mente si arrende ai profumi di eucalipto e pino, gli occhi sono immersi nello specchio d'acqua del canale Baccasara.




Sull'acqua isole flottanti multicolori, la flora dello stagno risplende.




La mia gioia risuona come un inno al sentirmi unica cosa con la natura.

Un viaggio solitario attraverso un mondo vuoto di umanità e profuso di vegetazione, acqua, cielo, pesci e uccelli.



Il cielo sopra lo stagno si è fatto nuvoloso, mi sorprendono un passo di aironi e più avanti, il richiamo tra due picchi appollaiati su alberi che si fronteggiano, sto attraversando un habitat giustamente protetto per la sua biodiversità.



All'improvviso cade una pioggerella ristoratrice che disseta le piante e crea ricami sull'acqua.



Mi immobilizzo come fossi un albero, per un tempo lento, infinito, a sentire...

Suoni, visioni e sensazioni scivolano sulla mia pelle corteccia, sui capelli foglie.



Poi, all'improvviso come è iniziata, la pioggia finisce. Si accende invece la prima luce del crepuscolo, sorrido tra me e me pensando che è davvero una fortunata, magnifica giornata.



Torno verso la laguna aperta, guado un'enorme pozzanghera traditrice, sembrava più bassa, per essere in prima fila davanti a un tramonto che si preannuncia spettacolare.



Mi siedo su un muretto, che lo spettacolo abbia inizio!



L'oro invade tutto il paesaggio con sprazzi di turchese che si riflettono nell'acqua.



Uno spettacolo formidabile, sono senza fiato.




Lascio la parola alle immagini, ho perso la voce, gli occhi sono spalancati.



Poi, man mano che il sole scende all'orizzonte, tutto si fa rosso.




C'è saggezza, speranza e sublime verità in questa bellezza.


" E questa nostra vita, via dalla folla, trova lingue negli alberi, libri nei ruscelli, prediche nelle pietre, e ovunque il bene."

(William Shakespeare)




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