Il regno incantato



Quel che rimane dei 1200 gradini che ho disceso/risalito ieri, sono polpacci duri come il legno che rimarranno doloranti per una settimana, ma anche il ricordo indelebile della visione di un mondo ipnotico. Le grotte di Nettuno sono senza alcun dubbio il regno incantato del dio del mare e delle ninfe nereidi, la cui presenza aleggia ovunque nel cuore della roccia di Capo Caccia.


La discesa lungo i gradini che si srotolano lungo la pietra esterna del promontorio è già il preludio della meraviglia: da quell’altezza il mare è vertiginoso e i gabbiani, incuranti degli umani, ti si appoggiano accanto per riposarsi o fissare l’orizzonte.



Tutta l'area è giustamente protetta e le rocce stratificate mostrano i contrasti dei colori che corrispondono alle fasi della formazione cretacea a cui appartengono.

All’interno, un salone luminoso che che si apre verso il mare e man mano che si avanza, salendo lungo gli scalini scavati nella roccia, un susseguirsi di saloni che lo stillicidio dell’acqua ha decorato con colonne imponenti di stalattiti e soffitti di stalagmiti e di eccentriche.



Si sono formate due milioni di anni fa e hanno nomi suggestivi: Sala della Reggia, con grandi colonne alte dieci metri, Sala delle Rovine, Sala delle Trine e dei Merletti, Sala dell'Organo, grotta delle Nereidi.



In alcuni punti il pavimento è ricoperto dall’acqua, dove tutto si riflette allargando ancora di più la prospettiva dello spazio. I colori si affiancano e sovrappongono con sfumature di tortora e grigi con bordi verde pallido del salmastro; l'aria è calda umida, i passaggi spesso angusti costringono a piegarsi.



Appaiono, nel salone più grande, due lapidi in pietra che menzionano il passaggio di un re terrestre che si dice abbia portato un’orchestra qui per far ballare le dame di corte. Immagino lo sdegno di Nettuno e le risatine delle sue sirene: come può un re del globo terrestre pensare di poter possedere anche solo una piccolissima parte del regno infinito del mare. Sembra che non tutti in Sardegna abbiano un buon ricordo dei Savoia; un amico sardo mi ha detto che non ci pensarono due volte a distruggere foreste primordiali su circa un quarto dell’intera superficie dell’isola e che molti, li definiscono la dominazione più famelica e ottusa tra tutte.

Il paradiso di Nettuno comunque oggi è protetto, come tutta quest'area, ed è una delle esperienze più magiche che ho vissuto in questa meravigliosa Sardegna.


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