Il giardino sacro

E’ un errore di rotta a portarmi sulla strada che conduce a Baunei.

Quando comincio a vederlo da lontano, aggrappato al costone calcareo della montagna, capisco che è proprio questo il paese arroccato che vedo dalla mia terrazza e su cui mi sono interrogata tante volte. Quell’ agglomerato di case su cui in alcune albe si concentra la luce del primo sole, come una benedizione dal cielo.

I.D.R.

Appena entrata nel piccolo centro di Baunei, mi fermo davanti a una mappa che mostra i dettagli del territorio, è pomeriggio inoltrato, ho solo due ore di luce, non potrò andare troppo lontano sui sentieri del Supramonte che portano dalla montagna al mare.

Mi arrampico su una strada che sale con una serie di tornanti verso la cima della montagna, una decina di chilometri per arrivare all’altopiano del Golgo dove iniziano le discese per Cala Golortizè e Su Sterru, la voragine più profonda di tutta la Sardegna.

Mi fermo sotto un albero capanna per consultare il navigatore, non c’è campo, seguo il rumore di una sega elettrica, pensando che in mezzo a questa macchia fitta devono essere dei forestali, chiederò a loro se è questa la strada sterrata che porta al sentiero per Golortizé. Mi inoltro tra i cespugli bassi, spesso spinosi, che si attaccano alle caviglie e arrivo a vedere i due uomini che stanno lavorando, hanno un enorme furgone parcheggiato proprio in mezzo agli alberi.

Li chiamo, sembrano sorpresi di vedermi in mezzo a quel nulla, ma non sono forestali, mi dicono che c’è ancora un chilometro di sterrata, decido di procedere fino alla fine della strada.

Il benvenuto sul Golgo me lo dà uno degli asinelli che incontro per strada, anche il suo compagno vuole avvicinarsi, ma il più grande, ormai titolare del mio finestrino lo caccia con dei colpetti di muso.

Parlo con loro che mi ascoltano con attenzione drizzando le orecchie, dopo un po' si fidano e si lasciano accarezzare il muso morbido.

Poco più in là una famigliola di mucche e vitelli, il torello sta sbaciucchiando il muso della giovane femmina, accanto a loro un vitellino nato da non molto e un’ altra mucca adulta che appare totalmente disinteressata agli eventi.

A un certo punto la strada si apre e una comitiva trotterellante mi taglia la strada, sono maiali o cinghiali? Tutti al seguito di una grossa femmina che dirige il gruppetto in un prato accanto alla ricerca di cibo.

L'alone che circonda questi animali che vivono allo stato brado è molto diverso da quello che percepisci negli animali allevati negli spazi umani, è un senso di libertà che riconosco, immune da frustrazioni, crudeltà e umiliazioni a cui così spesso gli esseri umani sottopongono gli animali.


Dopo essere stata attaccata da un cinghiale in Corsica rifletto un attimo prima di scendere dall’ auto, decido che sembrano pacifici e poi c'è qualcosa che mi attrae irresistibilmente, un albero centenario che svetta all’ interno di un terreno recintato.

Al ritorno mi diranno che questo luogo si chiama “As piscinas”, perchè ci sono delle vasche basaltiche naturali che contengono acqua tutto l’anno.

Mi inoltro nel giardino guardandomi intorno come Alice nel Paese delle Meraviglie, c’è qualcosa di arcaico in questo posto, è stato sicuramente un luogo rituale, perchè ancora oggi è pervaso da un'aura di sacralità.

Quello che vedo non lascia posto a nessuna parola, la mente è ammutolita, finalmente.

Vago da una vasca all'altra saltando sui massi ricoperti di muschio e licheni.

Ovunque un'erbetta appena nata pennella di verde tenero il paesaggio.

Le forme degli alberi antichi raccontano che questo luogo deve avere una storia millenaria.

Una coppia di asinelli sta brucando l'erbetta dove è più tenera. Fortunati animali che vivono nella pace e nella bellezza di un "giardino sacro".

All'improvviso nella quiete risuona un muggito energico e ripetuto, ma non vedo da dove provenga.

Poi il torello rumoroso entra in scena, batte gli zoccoli sul terreno alzando la polvere e lanciando il suo muggito, mi fissa da lontano, che ce l'abbia con me? Lo fisso sbalordita poi mi riprendo e mentre galoppa verso di me lo immortalo in una foto. Mi passa proprio accanto fissandomi negli occhi, voleva solo uscire dal cancello alle mie spalle e forse era più intimorito di me.

Mentre ridiscendo a valle la sera sta calando, una nebbiolina vela l'orizzonte.

Un silenzioso grazie a Baunei per preservare un luogo così speciale, dove puoi avere la visione fantastica di un mondo arcaico.


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