Collane di ortiguillas de mar fritas e anchoas de Cantabrico.



In viaggio verso Cordoba, attraverso uliveti infiniti e densi, che ricoprono le colline come eserciti perfettamente allineati. Sono emozionata dalla luce che il tempo mutevole cambia in continuazione, pioggia battente prima e cielo scuro come notte poi, infine il sole che filtra dal cielo in movimento, creando fasci di luce sulla scia bagnata della strada.



I nuvoloni bassi sugli oliveti, spingono la visione di una battaglia tra due armate.

("Una pequenina historia andaluz" https://www.youtube.com/watch?v=vR1LmE5NjRE )

Mi fermo continuamente per fare foto e video. Il finale è l’apparizione di due arcobaleni insieme e vicini, parcheggio e li guardo finchè non scompaiono. Bello questo benvenuto del cielo.



Collane di ortiguillas de mar fritas e anchoas de Cantabrico, Cordova mi accoglie con il gusto del suo cibo ma anche con l’autoridad opprimente di un custode che mi impedisce di rimanere ferma all’entrata della Mezquita.



Parole fredde cristallizzano il giardino degli aranci: puedo solo transitar per la messa, donde non puedo restare in piedi in un angolo, sono obbligata a sedermi davanti a un megascreen che trasmette le immagini dell’altare. Fuggo dal fumo oscuro verso l’uscita ma mi soffermo un attimo davanti a una cappella. Di nuovo vengo inquisida da un’altra Guardia Muy Incivil.



La mia focosa protesta ottiene una minima soddisfazione solo quando dico che era meglio la Meztiqua degli arabi, nata come spazio libero dove perdersi nella meditazione.



Vengo quasi buttata fuori. Decido di addentrarmi nel quartiere ebraico, la Juderia. In una tienda mi spiegano che la comunità ebraica non esiste quasi piu’. Sono così poche le famiglie ebree da non aver diritto ad avere una sinagoga.

Ripenso a Los Reyes Catolicos che con l’espulsione dei mori e degli ebrei dalla Spagna diedero il via all’ Inquisizione.

Esco, accelero il passo, giro in un vicolo e quasi sbatto contro la porta di un piccolo “Museo sull’Inquisizione”. All’ entrata, esposta come una scultura moderna, un’enorme cintura di castita’. Mi perdo nei labirinti mentali di quel gesto. Rifiuto l’invito pressante dell’addetto a visitare la collezione dagli strumenti di tortura.


Ripenso al confronto, così evidente nella Metzquita, tra l'architettura islamica leggera e meditativa e quella cristiana barocca, straripante di decorazioni e fregi.

Rimpiango al-Andalus e il sogno della cultura araba antica che oggi fa grande la Spagna.

Girovago nelle strade di Cordova, scoprendo cortili e giardini interni affascinanti.





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