A Tarifa il possibile si accompagna al sogno

Tarifa mi emoziona, per questo è arduo descriverla. Prima di tutto il vento, in questi giorni è Levante, signore del luogo, potente e onnipresente. La casa dove abito è proprio sulle mura antiche della città vecchia e ho la sensazione di essere su una barca a vela in mezzo al mare, ma anche in un avamposto metafisico dell’Africa mussulmana, che si vede bene qui davanti, ci vogliono solo 35 minuti di traghetto per raggiungerla.


No, Tarifa non esiste davvero, è il sogno o il rimpianto di qualcuno, rimasto sospeso in questo vento, può essere quello che vuoi, per questo tanta gente è passata di qui e non è piu’ ripartita.



Ieri sono andata nel punto dove l’Atlantico si mescola al Mediterraneo, una delle mitiche Colonne d’Ercole, per effetto del vento le acque dell’oceano erano calme, quelle del mare agitate.



Poi sono salita nelle foreste di sughero sopra Tarifa e da lì ridiscesa a Punta Paloma, 10 km di spiaggia di dune gigantesche, dove dall’alba al tramonto l’acqua pullula di kite, surf e windsurf. Una comunità numerosa che vive in camper ai bordi della spiaggia e che fa solo questo tutti i giorni, tutto il giorno e parla solo di questo. E’ così quando si sceglie la passione.


Faccio un salto anche al Castillo de Tarifa o di Guzman, costruita dall'emiro Almuninin per volere di Allah, come dice la lapide del decimo secolo affissa nel castello. Da qui sono passati eserciti di tutte le provenienze, fino a quando, 800 anni dopo, los Reyes Catolicos riuscirono a cacciare l'ultimo governatore dei regni moreschi musulmani di Al-Andalus, che occupava fino ad allora gran parte della Spagna e del Portogallo.


Del castello di Santa Catalina invece, appena fuori dalle mura cittadine, colpisce la torre con decorazioni architettoniche gentili che fanno subito immaginare una donna affacciata ai balconi. Nel rinascimento, come in passato, le donne non avevano il diritto di uscire di casa non accompagnate e potevano solo affacciarsi dal balcone mantenendo sempre un atteggiamento composto e dignitoso.











Domani è fiesta, la festa dell’Andalucia, ho rimandato di due giorni la partenza per Granada, ma vorrei rimanere molto di piu’. Non andrò in Marocco, Essaouira, dove volevo arrivare, dista da Tangeri 900 km, decido di rimanere qui ancora per un po', sono ormai di casa al Bambou, cuoca e divani marocchini, tè alla menta, musica e soprattutto wifi che a casa non c’è; grandi chiacchierate con barman italiano e con Maria che mi ha invitato a visitare e a bere qualcosa nell’albergo dove lavora, il palazzo piu’ antico di Tarifa,

Domani si vedrà, il viaggio continua.



Lascio il vento ai suoi giochi

E Tarifa franca dal reale.

Palme vibranti compiono il saluto

Esco dalla porta di Jerez

E come un’orfana mi avvio al mondo.


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