Berlino in dicembre

Viaggio da Monaco di Baviera a Berlino su un treno tedesco sporco e affollato; dopo la pulizia e l’efficienza dei treni austriaci, la differenza si nota parecchio.



Berlino appare subito come una città postatomica, ogni cosa è avvolta da una polvere grigia, il cielo incolore, l'energia fredda e distante della gente.

Cerco un po' di colore e lo trovo nel mercatino di Natale del castello di Charlottenburg, animato da concerti e sfilate di fatine della neve. Il barocco del castello riluce nelle variazioni di colore che si susseguono e i concertini riempiono ogni angolo del mercato.

I wurstel più buoni sono quelli al curry e dappertutto ottime birre e vino caldo speziato, che qui chiamano glühwein.



Mi faccio coinvolgere dalle persone dietro i banchetti, l’albanese simpatico delle salsicce, l’italiana delle castagne calde, la ragazza croata che serve nel padiglione del cioccolato, il trombettista siciliano che vende le illustrazioni di un altro amico artista, tante storie di giovani che hanno trovato lavoro e wellfare in Germania e scelto Berlino perchè dicono che è la città dove sentirsi liberi. Mi raccontano che qui impera la tecno music e che durante i weekend i locali restano aperti a turno giorno e notte, in molti escono il venerdì sera per far ritorno a casa il lunedì mattina. Vige la più ampia tolleranza a qualsiasi tipo di trasgressione. Nei club berlinesi puoi essere come vuoi, puoi anche tuffarti in piscina, dove c'è e fare colazione ai bordi dell'acqua, dopo aver ballato tutta la notte.



Mentre bevo un te al rum, rifletto sul fatto che un terzo dei circa 4 milioni di abitanti di Berlino ha origini straniere, un berlinese su tre non è tedesco.

Una dottoressa libanese incontrata al supermercato, con cui parlavo di questo, mi diceva che in alcuni quartieri dei distretti di Mitte, Neukölln e Friedrichshain-Kreuzberg vivono dal 50 al 60% di persone non tedesche. Se si riduce il dato ai soli bambini e ragazzi sotto i 18 anni, la cifra sale fino all’80%. Ho spesso questa percezione nel quartiere che frequento dove camminando per strada, sono circondata dalla lingua, dai negozi e dal cibo arabo.



Uno dei centri più avveniristici della città è giapponese, il Sony center, in Potsdamer Platz, con un impressionante tetto a ombrello fissato con dei tiranti a un enorme anello di acciaio che si poggia sugli edifici circostanti, così grande da coprire sette edifici avveniristici, oltre a questo, cambia colore continuamente.




Le intenzioni dell’architetto erano di rappresentare il monte Fuji, dove vivono i numi tutelari della religione shintoista, i kami, quindi il Sony Center avrebbe chiesto ai kami di proteggere la sede europea della Sony. Invece nel 2008 la Sony ha venduto il centro a tedeschi e americani e dei kami si sono perdute le tracce.



Gironzolo con il naso all’insù scattando foto e finendo in un Gasthof del centro, dietro a un vetro da dove guardo i visitatori/formiche agitarsi nelle luci natalizie.

Nelle vetrine di Berlino occhieggiano già i saldi, ma quello che mi diverte sono le incursioni nei paradisi del vintage come Pick & Weight, dove compri le cose a peso, con un prezzo che varia a seconda del colore che connota il capo. Oppure il mercatino all’ombra della Gedächtniskirche, a Charlottenburg, dove la chiesa a forma di torre ti dice che ti trovi a Gotham City e che sei circondato da migliaia di joker.



Che Berlino sia la città dei joker e del diavolo anche, non ci sono dubbi, molti berlinesi dicono di conoscere il suo indirizzo e dove lavora, il nome del locale comincia con la K.


La sporcizia della città è spesso evidente. ma i graffiti e le immagini che affollano le strade sono una grande ispirazione per chiunque attraversi la città.


Ad ogni angolo di strada anche mobili, frigoriferi, poltrone e tutto-di-più, perché chi ne ha bisogno possa portarselo a casa. Il riciclo fa parte del Berlin Style che indica nei pallet the last trend per arredare la casa e dove con Free of Staff su fb puoi trovare offerte e richieste di usato gratis per la casa, se poi non hai la macchina ti portano a casa quello che hai scelto e se sei simpatico ti aiutano persino a installarlo.


Se invece volete vedere fino a che punto il mood berlinese entri persino nei santuari del fitness, fate un salto in una delle palestre della catena di John Reed, dove in molti si allenano immersi in una dimensione kitch-lisergica, sotto soffitti ricoperti di affreschi che sovrastano tappezzerie psichedeliche. Se siete fortunati troverete anche un dj incaricato di darvi il giusto ritmo.





Voglio anche rivelarvi un segreto che i Berlinesi si tengono ben stretto, se avete bisogno di un taxi, scaricate l’app Berkonig o informatevi sullo Smart Shuttle, risparmierete parecchio.


Infine, ma non da ultimo, il Natale si avvicina, le decorazioni in casa si arricchiscono ogni giorno di nuovi elementi, i flashback di tanti Natali trascorsi con le mie figlie sono continui; ora io e la più piccola delle mie figlie con la presenza dolce e petulante di Ughetto, il piccolo jack russel, accendiamo lucette mentre seguiamo su skype l’altra figlia che fa l’albero di Natale a Riad, scambiando commenti, inquadrature, foto. Divertente questa diretta prenatalizia Riad-Berlino, piena di calore familiare.



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