__CONFINI__A casa dello sciamano

Proseguo verso sud attraverso una vegetazione priva di presenze umane, la mente vaga alla mia ultima opera installata nella casa di Porto Frailis, l'ho chiamata Stratigrafia, perché si stratifica di stagione in stagione, come la vita.

Proprio in questi giorni una gallerista mi ha proposto di esporla, ma malgrado le parole di Luca, amico e artista che mi spinge a farlo, dicendomi che l'arte deve diffondere messaggi, non mi piace l'idea di rinchiuderla in uno spazio dove smetterà di vivere.

Penso invece alla prossima opera, l'idea è ambiziosa, vorrei realizzare un totem in cui riconoscere la Natura come antenato mitico e spirito protettivo.

Procedo veloce immersa in questi pensieri quando l'immagine di qualcosa che ho appena superato ai bordi della strada mi rimbalza nella mente. Non posso crederci, mi fermo di colpo, faccio inversione di marcia e ritrovo quello ho visto poco fa.....sono proprio dei totem!

Mi infilo nel sentiero senza pensarci un attimo e sono così concentrata ad osservare le opere che quasi non mi accorgo di un uomo che si è avvicinato e mi sta fissando.

Mi lancia un irritato "Lo sai che sei entrata nel mio museo?"

Rispondo ignorando il tono aggressivo: "Salve! Sono un'artista anch'io"

" Sì ma l'entrata è a pagamento"

"D'accordo, quanto costa?"

"Un euro"

Lo guardo sbalordita dal fatto che visitare un luogo così speciale costi così poco. Gli porgo cinque euro.

"Sei una persona generosa, ti meriti un regalo"

A questo punto voglio saperne di più: "Come ti chiami?"

"Mi hanno chiamato con il nome di un santo" risponde con una smorfia di malcelata sopportazione" ma il nome me lo sono dato io, Colui che parla con l'alito del vento"

Insisto: "Perché il vento?"

Ridacchia mentre risponde "Perché il vento è il divino che arriva ovunque." Mi fa cenno di seguirlo. Passiamo davanti a un'opera dal titolo "Il grande Perché. Spiriti nel tempo e nello spazio."

Gli chiedo "Hai trovato la risposta?"

"Ognuno ha la sua risposta", Riprende a camminare lungo il sentiero, poi si gira di colpo: "Come ti chiami?"

"Gabriella"

"Cosa vuol dire il tuo nome?"

"Portatrice di luce"

Mi fa strada fino a dove il sentiero si apre e lascia apparire il mondo impressionante che si è costruito attorno. Si dice che gli sciamani stabiliscano alleanze con gli animali e gli Spiriti per viaggiare in altri regni di “realtà non ordinaria”, non c'è alcun dubbio che mi trovo di fronte all'opera di qualcuno che "cammina tra i mondi".

Si allontana verso un gruppo di pietre parlando tra sè e sè: "Ci sono spazi segreti in tutte le cose.. Anche dentro al tempo".

Mi aggiro stupefatta tra centinaia, migliaia di teschi di animali, piume, radici, ossa, pietre, corna, mandibole, pelli, bandierine tibetane, totem, meccanismi arrugginiti.

Sono osservata dallo sguardo di infinite presenze che mi accerchiano, eppure malgrado la strana inquietudine che provo, mi sento al sicuro, percepisco nella visione dell'artista l’anima giocosa della sua fanciullezza.

Coglie il mio sguardo sui totem indiani: "Abbiamo distrutto la cultura dei nativi americani, ma loro sapevano già quello che noi stiamo scoprendo adesso. Tutte le cose sono interdipendenti e si sostengono a vicenda, La Terra stessa è un essere vivente, un organismo dentro a un organismo più grande che chiamiamo universo. L'essenza della vita è invisibile, appartiene ad un'altra realtà oltre a quella fisica,"

Lo raggiungo in un altra parte del giardino-museo, ha scritto sulla sua auto la definizione di sé stesso:

Lebenskünstler, der mit der Brise spricht im Land der rollenden Steine, wo die indischen Freunde Kunst und Natur auf dem Weg ins Reich der Schamanen sind.

Artista della vita che parla alla brezza nella terra delle pietre rotolanti, dove gli indiani amici dell'arte e della natura sono in viaggio verso il regno degli sciamani.

Lo seguo in un assembramento di pietre dove cerca nervosamente qualcosa: "Stanotte hanno rubato un totem" aggiunge con uno sguardo triste.

Poi sparisce dentro la casa e torna mettendomi in mano un barattolo di marmellata: "E' marmellata di lamponi, la faccio io, per ringraziarti della tua generosità".

Arriva suo figlio in moto, ci presenta, parlano del furto, mi avvio lentamente verso il sentiero, i messaggi ricevuti si agitano informi dentro di me, ma non sono quelli che ho ascoltato e letto, bensì quell'energia invisibile che un luogo, un oggetto, una persona possono trasmetterti, li decifrerò più tardi. Sono già sul sentiero quando Colui che parla con l'alito del vento mi dice "Sei vestita di bianco e di nero" come se in questo ci fosse un significato importante che non afferro e aggiunge "Tu sei Gabriella", Mi fermo, padre e figlio mi fissano in silenzio, il suo sguardo è ancora triste per la perdita del totem, tocca a me ora dargli il mio messaggio: "Per imparare a morire bisogna lasciar andare tutto, Anche le opere, anche le persone".

Mentre mi allontano penso che è proprio quando ci si perde che si incontrano o si consegnano messaggi.

Mi dico per l'ennesima volta, che bisogna sempre cercare nuove strade per trovare l'inaspettato, bisogna osare spingersi oltre i confini, mettere in moto tutti i sensi verso la scoperta, il cambiamento, la libertà. Non sono proprio le emozioni a renderci vivi?


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